Salve Lettori!
Oggi sono qui per recensire il libro dell' #acciobookclub, che ho divorato, di cui voglio raccontarvi molte cose e da cui - come in ogni libro - ho imparato tanto.
Voglio parlarvi di "Sette minuti dopo la mezzanotte", di Patrick Ness. Un libro edito da Mondadori per la prima volta nel 2012.
Scritto da Patrick Ness ma, come egli stesso racconta nella sua nota all'inizio del libro, la storia viene dalla mente di Siobhan Dowd.
(fonte: Amazon)
Insieme a Connor il lettore si trova ad affrontare tematiche forti, psicologicamente insuperabili, a tratti.
Un libro dove le lacrime sono ditro l'angolo, perchè un bambino non dovrebbe affrontare tutto ciò, e pure lo fa, con una forza strabiliante, capace di lasciare tutti a bocca aperta.
Ognuno coglie il significato che meglio crede in un libro: io ho capito che a volte ci si deve lasciare andare alla vita.
Conor e sua mamma abitano soli, affrontano tutto soli; il ragazzo si occupa praticamente di tutto, dato che la madre è costretta a letto dalla sua dura malattia.
Poi c'è la nonna di Conor, da cui il ragazzo si sente considerato come se fosse inferiore o incapace.
Trova di riuscire benissimo a prendersi cura della madre senza l'aiuto di nessuno, ma sua nonna non la pensa così, crede che Conor dovrebbe essere solo un bambino, senza occuparsi del pranzo, della cena o di pulire la casa.
Un incubo ricorrente perseguita Conor, tutte le notti lo lascia quasi senza fiato e lo fa svegliare di soprassalto. Vede la sua mamma, debole e scarna a causa delle cure, la vede davanti a un burrone, una bestia la tira giù con se e lei urla per essere salvata. Conor le afferra le mani, le tiene ben strette, poi come sempre, perde la presa e si sveglia madido di sudore. Sempre mezzanotte e sette minuti.
Una di queste notti, in cui Conor ha il suo solito incubo, c'è un'aria strana in casa. Sente delle voci che lo chiamano e pensa quasi di non distinguere più sogno e realtà. Ad un certo punto, una mano nodosa ed enorme, bussa alla finestra di Conor: il ragazzo conclude di stare decisamente sognando.
Un albero bussa alla finestra di Conor O'Malley, il tasso più antico della città sta bussando alla sua finestra, cosa potrà mai volere dal ragazzo?
"Continuerò a venire da te per altre tre notti. E ti narrerò tre storie [...] E quando avrò concluso le mie tre storie, tu me ne racconterai una quarta"
Così Conor - capendo che l'unico modo per mandarlo via era ascoltare le sue storie - stette al gioco e ascoltò ciò che l'antico tasso, antico più della sua stessa città, aveva da raccontargli.
Durante la notte Conor ascolta le storie che il Tasso ha da raccontargli, mentre durante il giorno si presentano davanti a lui altre sfide, come i problemi con gli amici a scuola, il padre che va e viene, senza mai farlo sentire importante; la rabbia, la rabbia che lo assale tutte le volte che si ritrova a pensare all'incubo che lo perseguita tutte le notti, alle mani che cerca di tenere saldamente e alle urla della madre che scivola giù. Non ce l'ha fatta di nuovo.
La malattia della madre di Conor prende una brutta piega, proprio quando aspetta il tasso a casa per l'ultima storia, viene trasferito a casa della nonna. Ma il suo mostro nemmeno questa volta lo abbandonerà.
Nel frattempo alla mamma del ragazzo resta solo un'ultima cura da tentare, tutte le speranze della famiglia sono ripost su quell'unica terapia.
Conor dovrà così capire come ha chiamato il mostro fino a se, stando perfettamente in silenzio, come dovrà affrontare tutto ciò che gli sta succedendo e come le storie raccontate prima possano aiutarlo a raccontare la sua.
Tutte le volte che mi girerò a guardare l'ora, sette minuti dopo la mezzanotte, non potrò mai fare a meno di pensare a Conor, ai suoi incubi, ai suoi mostri, ma sopratutto alla sua forza.
Ecco cosa vi può insegnare il piccolo Conor: ad essere forti, a lasciarvi andare, senza perdervi.
Leggendo il libro, ne capirete il finale già dall'inizio, ma questo non rende affatto il libro noioso, anzi, ancora più straziante.
Ho trvato questo libro meraviglioso, per i messaggi che cerca di dare, per la forza che infonde in ognuno di noi, che ti apre gli occhi, un altro libro in cui si affronta la morte con una delicatezza tale da mettere i brividi.
Non so se recepite il significato di quello che sto provando a dirvi, spero di sì.
Questo libro credo mi abbia cambiato la vita, e per questo non smetterò mai di ringraziare Acciobooks che me lo ha "presentato".
Come sempre...
Leggetelo!
Oggi sono qui per recensire il libro dell' #acciobookclub, che ho divorato, di cui voglio raccontarvi molte cose e da cui - come in ogni libro - ho imparato tanto.
Voglio parlarvi di "Sette minuti dopo la mezzanotte", di Patrick Ness. Un libro edito da Mondadori per la prima volta nel 2012.
Scritto da Patrick Ness ma, come egli stesso racconta nella sua nota all'inizio del libro, la storia viene dalla mente di Siobhan Dowd.
🌳 IN QUARTA DI COPERTINA...
Il mostro si presenta a Conor sette minuti dopo la mezzanotte. Puntuale. Ma non è il mostro che Conor si aspettava, l'orribile incubo fatto di vortici e urla che lo tormenta ogni notte da quando sua madre ha iniziato le cure mediche. Questo mostro è diverso. È un albero. Antico come una storia perduta. Selvaggio come una storia indomabile. E vuole da Conor la cosa più pericolosa di tutte. La verità.(fonte: Amazon)
🌳 PARLIAMONE...
Il libro, a primo impatto, sembra raccontare una semplicissima storia fantasy per ragazzi, in realtà è molto, molto di più.Insieme a Connor il lettore si trova ad affrontare tematiche forti, psicologicamente insuperabili, a tratti.
Un libro dove le lacrime sono ditro l'angolo, perchè un bambino non dovrebbe affrontare tutto ciò, e pure lo fa, con una forza strabiliante, capace di lasciare tutti a bocca aperta.
Ognuno coglie il significato che meglio crede in un libro: io ho capito che a volte ci si deve lasciare andare alla vita.
🌳 LA STORIA...
Conor è solo un ragazzino, ma nella sua vita si trova ad affrontare sempre tanti problemi molto più grandi di lui: la sua mamma ha il cancro e affronta una chemio dietro l'altra; suo padre si è separato da sua madre quando lui era ancora piccolo e adesso vive in America con la sua nuova moglie apprensiva e la sua piccola bambina.Conor e sua mamma abitano soli, affrontano tutto soli; il ragazzo si occupa praticamente di tutto, dato che la madre è costretta a letto dalla sua dura malattia.
Poi c'è la nonna di Conor, da cui il ragazzo si sente considerato come se fosse inferiore o incapace.
Trova di riuscire benissimo a prendersi cura della madre senza l'aiuto di nessuno, ma sua nonna non la pensa così, crede che Conor dovrebbe essere solo un bambino, senza occuparsi del pranzo, della cena o di pulire la casa.
Un incubo ricorrente perseguita Conor, tutte le notti lo lascia quasi senza fiato e lo fa svegliare di soprassalto. Vede la sua mamma, debole e scarna a causa delle cure, la vede davanti a un burrone, una bestia la tira giù con se e lei urla per essere salvata. Conor le afferra le mani, le tiene ben strette, poi come sempre, perde la presa e si sveglia madido di sudore. Sempre mezzanotte e sette minuti.
Una di queste notti, in cui Conor ha il suo solito incubo, c'è un'aria strana in casa. Sente delle voci che lo chiamano e pensa quasi di non distinguere più sogno e realtà. Ad un certo punto, una mano nodosa ed enorme, bussa alla finestra di Conor: il ragazzo conclude di stare decisamente sognando.
Un albero bussa alla finestra di Conor O'Malley, il tasso più antico della città sta bussando alla sua finestra, cosa potrà mai volere dal ragazzo?
"Continuerò a venire da te per altre tre notti. E ti narrerò tre storie [...] E quando avrò concluso le mie tre storie, tu me ne racconterai una quarta"
Così Conor - capendo che l'unico modo per mandarlo via era ascoltare le sue storie - stette al gioco e ascoltò ciò che l'antico tasso, antico più della sua stessa città, aveva da raccontargli.
Durante la notte Conor ascolta le storie che il Tasso ha da raccontargli, mentre durante il giorno si presentano davanti a lui altre sfide, come i problemi con gli amici a scuola, il padre che va e viene, senza mai farlo sentire importante; la rabbia, la rabbia che lo assale tutte le volte che si ritrova a pensare all'incubo che lo perseguita tutte le notti, alle mani che cerca di tenere saldamente e alle urla della madre che scivola giù. Non ce l'ha fatta di nuovo.
La malattia della madre di Conor prende una brutta piega, proprio quando aspetta il tasso a casa per l'ultima storia, viene trasferito a casa della nonna. Ma il suo mostro nemmeno questa volta lo abbandonerà.
Nel frattempo alla mamma del ragazzo resta solo un'ultima cura da tentare, tutte le speranze della famiglia sono ripost su quell'unica terapia.
Conor dovrà così capire come ha chiamato il mostro fino a se, stando perfettamente in silenzio, come dovrà affrontare tutto ciò che gli sta succedendo e come le storie raccontate prima possano aiutarlo a raccontare la sua.
🌳 IN CONCLUSIONE...
La storia di Conor mi ha lasciato un piccolo peso sul cuore, per sempre credo.Tutte le volte che mi girerò a guardare l'ora, sette minuti dopo la mezzanotte, non potrò mai fare a meno di pensare a Conor, ai suoi incubi, ai suoi mostri, ma sopratutto alla sua forza.
Ecco cosa vi può insegnare il piccolo Conor: ad essere forti, a lasciarvi andare, senza perdervi.
Leggendo il libro, ne capirete il finale già dall'inizio, ma questo non rende affatto il libro noioso, anzi, ancora più straziante.
Ho trvato questo libro meraviglioso, per i messaggi che cerca di dare, per la forza che infonde in ognuno di noi, che ti apre gli occhi, un altro libro in cui si affronta la morte con una delicatezza tale da mettere i brividi.
Non so se recepite il significato di quello che sto provando a dirvi, spero di sì.
Questo libro credo mi abbia cambiato la vita, e per questo non smetterò mai di ringraziare Acciobooks che me lo ha "presentato".
Come sempre...
Leggetelo!
Coraline🌷💙

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