Salve cari Lettori,
oggi voglio recensire un libro che ho da poco finito di leggere, su cui penso valga la pena spendere qualche parola.
Il libro in questione è "Veronika decide di morire" di Paulo Coelho, edito da Bompiani, la prima edizione risale al 1999. Nonostante l'età è un libro sempre attuale, che tratta temi che bisogna affrontare con delicatezza e parsimonia. Esattamente si parla di romanzo psicologico, non adatto a tutti, ma credo ci sia sempre un tempo giusto per leggere questo libro.
Io, per esempio, lo conoscevo da tempo e mai ho avuto veramente il coraggio di leggerlo, fino ad oggi. Ho capito che i libri di Paulo Coelho, in generale, necessitano di un lettore dalla mente aperta, capace di affrontare un protagonista che il giorno prima ama la vita e crede in Dio, il giorno dopo perde la fede ed ogni concezione di ciò che è giusto o sbagliato. Sono viaggi spirituali dell'essere umano.
Il giorno 11 novembre del 1997 Veronika, ventiquattro anni, slovena, capisce di non voler più vivere e assume una forte dose di sonniferi. Salvata per caso, si risveglia tra le mura dell'ospedale psichiatrico di Villete, con il cuore stanco e sofferente per il veleno che lei gli ha somministrato. In pochi giorni a Villete Veronika scopre un universo di cui non sospettava l'esistenza. Conosce Mari, Zedka, Eduard, persone che la gente "normale" considera folli, e soprattutto incontra il dottor Igor, che attraverso una serie di colloqui cerca di eliminare dall'organismo di Veronika l'Amargura, l'Amarezza che la intossica privandola del desiderio di vivere.
Veronika spalanca così le porte di un nuovo mondo, un mondo che, attraversato con la consapevolezza della morte, la spinge, sorprendentemente, alla consapevolezza della vita. Fino alla conquista del dono più prezioso: sapere vivere ogni giorno come un miracolo. In questo straordinario romanzo, nella storia della giovane Veronika, Paulo Coelho riversa la sua personale esperienza, i ricordi di tre anni consecutivi di ricovero in un ospedale psichiatrico, dove lo scrittore venne rinchiuso solo perché considerato "diverso". E riesce ancora una volta a mostrare al lettore come il miracoloso e inafferrabile dono della serenità possa essere conquistato in qualsiasi luogo, anche in quelli apparentemente più improbabili. Perché il dono della serenità è nascosto nel cuore di ciascuno di noi. "Mantenetevi folli, e comportatevi come persone normali." Paulo Coelho
Questo libro è molto legato all'autore; egli infatti tramite Veronika racconta la sua esperienza in una clinica psichiatrica, dove ha passato diversi anni della sua vita. Proprio portando il lettore quasi a stretto contatto con gli ospiti della clinica, Coelho, riesce a dare una vaga risposta, quasi riservata solo a chi voglia davvero trovarla, alla difficile questione su cosa è normale.
Lo stile principale di Coelho è quello di essere molto descrittivo, fa scorrere sempre molto bene le sue storie e sembra quasi sempre che finiscano troppo presto.
Vorresti sempre sapere e conoscere di più di quella persona di cui l'autore ti racconta ogni singolo momento della giornata.
La storia inizia nel 1997, in Slovenia, nella camera di un convento Veronika, una ragazza mora e dagli occhi verdi, senza alcun apparente problema, ha deciso di togliersi la vita.
Non c'è un preciso motivo per cui Veronika voglia lasciare questo mondo: ha dei genitori che la amano, è una bella ragazza, lavora, i ragazzi non le mancano, è una grande pianista, ma sembra mancare qualcosa..
Quel pezzo mancante della sua vita la riempie di amarezza, così prende coraggio.
Ha deciso di farlo in silenzio, senza dare fastidio a nessuno, sola, chiusa nella camera affittata di un convento, con due scatole di sonniferi e una rivista aperta su un articolo idiota sulla sua amata Slovenia.
Veronika, nel poco tempo che le resta prima di cedere alle medicine ingurgitate, si racconta a se stessa, analizza cosa c'è di sbagliato in lei, perchè la sua mente l'abbia condotta a compiere un gesto del genere; pensa che cosa potrebbe succedere se non riuscisse a morire, ricorda a se stessa che i sonniferi sono il modo migliore per mantenere il suo corpo intatto e non dare troppi pensieri a chi la troverà.
La prima parte del libro si svolge così, il lettore attende la morte della protagonista già all'inizio del libro e non sa cosa aspettarsi: "magari cambia idea e si salva!", ma Veronika non cede, "per lei era giunto il momento di essere orgoliosa di se stessa, sapendo che ce l'aveva fatta, che finalmente aveva avuto il coraggio: stava lasciando questa vita".
É una parte molto cupa del libro, dove i ripensamenti sono sempre dietro l'angolo, ma ormai Veronika ha deciso. Ad un certo punto si lascia andare al dolore fisico, ai crampi provocati dalla grande quantità dei sonniferi e al dolore morale, nel pensare a cosa avrebbe provato chi l'avrebbe trovata lì distesa, priva di vita. Perde i sensi.
Viene ritrovata dai suoi amici che la portano in una psichiatrica famoso in Slovenia, aperto dal 1991: Villete. Qui il dottor Igor, direttore della clinica, le comunicherà la sconcertante notizia: lo shock subito dal cuore è stato talmente forte da causarle un danno cardiaco permanente, Veronika ha la sua ultima settimana di vita, che dovrà trascorrere a Villete.
Durante la sua permanenza a Villete l'idea della vita e della morte di Veronika cambiano in continuazione, in base alle persone che conosce e che le stanno vicina.
Veronika conosce Zedka, un'amica che si aprirà a Veronika, per far si che Veronika si apra alla vita, insieme a lei scoprirà che essere normali dentro una clinica come Villete è più facile che esserlo fuori, in una società che se ti vede diverso, ti rinnega e ti rinchiude, proprio come tutti gli pazienti della clinica.
Tramite Zedka inizia a conoscere la fratellanza, i pazienti più anziani e rispettati della clinica.
Anche Mari, un ex avvocato con problemi di panico, si apre a Veronika e le racconta la sua storia.
Veronika si riapproccia alla vita e capsice lo sbaglio che ha fatto nell'assumere quei sonniferi e cercare di togliersi la vita. Adesso, in una sola settimana dovrà riuscire a fare tutto quello che prima o poi avrebbe voluto fare prima di morire.
Nella sala comune della clinica v'è un pianoforte dove Veronika allieta tutti i pazienti con i suoi sonetti e le sue magiche melodie. Si lascia andare alla sua passione: la musica.
Il suo più grande fan è Eduard, il figlio di un ambasciatore Brasiliano, portato a Villete a causa della schizofrenia e delle sue visioni del paradiso.
Di lui Veronika si innamorerà e grazie a lui riscoprirà il sesso, il piacere e l'essere donna.
Grazie agli avvenimenti all'interno della clinica di Villete, Veronika si rende conto dello sbaglio che ha fatto a tentare di togliersi la vita, di quanto sbagliata fosse quella sua insoddisfazione, quando aveva ancora tante cose da fare.
É un libro molto particolare, che va letto con una certa serietà, che appassiona dall'inizio oppure annoia.
La storia non è un argomento facile da trattare: il suicidio, la follia, la normalità; sono tutti argomenti pesanti da affrontare in così poche pagine, ma trattati con una sapienza certosina, quasi quella di chi scrive una biografia.
Ed è proprio il lato biografico del racconto che porta all'apice la bellezza della storia, che la rende verosimile.
In concluione non so dare un voto a questo libro, ma so dirvi che è un libro molto intenso che attraverso la protagonista fa vievere emozioni, sensazioni e riflessioni sul significato della vita, della morte e dell'amore.
Tramite questo libro ho scoperto curiosità, ho collegato fili, mi sono fatta innumerevoli domande, a cui pian piano ho anche dato risposta.
Un libro che è un viaggio dentro la propria persona, tramite i racconti di qualcuno.
Leggetelo!
oggi voglio recensire un libro che ho da poco finito di leggere, su cui penso valga la pena spendere qualche parola.
Il libro in questione è "Veronika decide di morire" di Paulo Coelho, edito da Bompiani, la prima edizione risale al 1999. Nonostante l'età è un libro sempre attuale, che tratta temi che bisogna affrontare con delicatezza e parsimonia. Esattamente si parla di romanzo psicologico, non adatto a tutti, ma credo ci sia sempre un tempo giusto per leggere questo libro.
Io, per esempio, lo conoscevo da tempo e mai ho avuto veramente il coraggio di leggerlo, fino ad oggi. Ho capito che i libri di Paulo Coelho, in generale, necessitano di un lettore dalla mente aperta, capace di affrontare un protagonista che il giorno prima ama la vita e crede in Dio, il giorno dopo perde la fede ed ogni concezione di ciò che è giusto o sbagliato. Sono viaggi spirituali dell'essere umano.
🔹 IN QUARTA DI COPERTINA ...
Il giorno 11 novembre del 1997 Veronika, ventiquattro anni, slovena, capisce di non voler più vivere e assume una forte dose di sonniferi. Salvata per caso, si risveglia tra le mura dell'ospedale psichiatrico di Villete, con il cuore stanco e sofferente per il veleno che lei gli ha somministrato. In pochi giorni a Villete Veronika scopre un universo di cui non sospettava l'esistenza. Conosce Mari, Zedka, Eduard, persone che la gente "normale" considera folli, e soprattutto incontra il dottor Igor, che attraverso una serie di colloqui cerca di eliminare dall'organismo di Veronika l'Amargura, l'Amarezza che la intossica privandola del desiderio di vivere.
Veronika spalanca così le porte di un nuovo mondo, un mondo che, attraversato con la consapevolezza della morte, la spinge, sorprendentemente, alla consapevolezza della vita. Fino alla conquista del dono più prezioso: sapere vivere ogni giorno come un miracolo. In questo straordinario romanzo, nella storia della giovane Veronika, Paulo Coelho riversa la sua personale esperienza, i ricordi di tre anni consecutivi di ricovero in un ospedale psichiatrico, dove lo scrittore venne rinchiuso solo perché considerato "diverso". E riesce ancora una volta a mostrare al lettore come il miracoloso e inafferrabile dono della serenità possa essere conquistato in qualsiasi luogo, anche in quelli apparentemente più improbabili. Perché il dono della serenità è nascosto nel cuore di ciascuno di noi. "Mantenetevi folli, e comportatevi come persone normali." Paulo Coelho
🔹 PARLIAMONE ...
Il libro parla in particolare del suicidio, di cosa porta la persona a cercare la morte come unica via d'uscita, ma pone al suo lettore una domanda molto importante: cosa vuol dire essere "normale"?Questo libro è molto legato all'autore; egli infatti tramite Veronika racconta la sua esperienza in una clinica psichiatrica, dove ha passato diversi anni della sua vita. Proprio portando il lettore quasi a stretto contatto con gli ospiti della clinica, Coelho, riesce a dare una vaga risposta, quasi riservata solo a chi voglia davvero trovarla, alla difficile questione su cosa è normale.
Lo stile principale di Coelho è quello di essere molto descrittivo, fa scorrere sempre molto bene le sue storie e sembra quasi sempre che finiscano troppo presto.
Vorresti sempre sapere e conoscere di più di quella persona di cui l'autore ti racconta ogni singolo momento della giornata.
🔹 LA STORIA ...
La storia inizia nel 1997, in Slovenia, nella camera di un convento Veronika, una ragazza mora e dagli occhi verdi, senza alcun apparente problema, ha deciso di togliersi la vita.
Non c'è un preciso motivo per cui Veronika voglia lasciare questo mondo: ha dei genitori che la amano, è una bella ragazza, lavora, i ragazzi non le mancano, è una grande pianista, ma sembra mancare qualcosa..
Quel pezzo mancante della sua vita la riempie di amarezza, così prende coraggio.
Ha deciso di farlo in silenzio, senza dare fastidio a nessuno, sola, chiusa nella camera affittata di un convento, con due scatole di sonniferi e una rivista aperta su un articolo idiota sulla sua amata Slovenia.
Veronika, nel poco tempo che le resta prima di cedere alle medicine ingurgitate, si racconta a se stessa, analizza cosa c'è di sbagliato in lei, perchè la sua mente l'abbia condotta a compiere un gesto del genere; pensa che cosa potrebbe succedere se non riuscisse a morire, ricorda a se stessa che i sonniferi sono il modo migliore per mantenere il suo corpo intatto e non dare troppi pensieri a chi la troverà.
La prima parte del libro si svolge così, il lettore attende la morte della protagonista già all'inizio del libro e non sa cosa aspettarsi: "magari cambia idea e si salva!", ma Veronika non cede, "per lei era giunto il momento di essere orgoliosa di se stessa, sapendo che ce l'aveva fatta, che finalmente aveva avuto il coraggio: stava lasciando questa vita".
É una parte molto cupa del libro, dove i ripensamenti sono sempre dietro l'angolo, ma ormai Veronika ha deciso. Ad un certo punto si lascia andare al dolore fisico, ai crampi provocati dalla grande quantità dei sonniferi e al dolore morale, nel pensare a cosa avrebbe provato chi l'avrebbe trovata lì distesa, priva di vita. Perde i sensi.
Viene ritrovata dai suoi amici che la portano in una psichiatrica famoso in Slovenia, aperto dal 1991: Villete. Qui il dottor Igor, direttore della clinica, le comunicherà la sconcertante notizia: lo shock subito dal cuore è stato talmente forte da causarle un danno cardiaco permanente, Veronika ha la sua ultima settimana di vita, che dovrà trascorrere a Villete.
Durante la sua permanenza a Villete l'idea della vita e della morte di Veronika cambiano in continuazione, in base alle persone che conosce e che le stanno vicina.
Veronika conosce Zedka, un'amica che si aprirà a Veronika, per far si che Veronika si apra alla vita, insieme a lei scoprirà che essere normali dentro una clinica come Villete è più facile che esserlo fuori, in una società che se ti vede diverso, ti rinnega e ti rinchiude, proprio come tutti gli pazienti della clinica.
Tramite Zedka inizia a conoscere la fratellanza, i pazienti più anziani e rispettati della clinica.
Anche Mari, un ex avvocato con problemi di panico, si apre a Veronika e le racconta la sua storia.
Veronika si riapproccia alla vita e capsice lo sbaglio che ha fatto nell'assumere quei sonniferi e cercare di togliersi la vita. Adesso, in una sola settimana dovrà riuscire a fare tutto quello che prima o poi avrebbe voluto fare prima di morire.
Nella sala comune della clinica v'è un pianoforte dove Veronika allieta tutti i pazienti con i suoi sonetti e le sue magiche melodie. Si lascia andare alla sua passione: la musica.
Il suo più grande fan è Eduard, il figlio di un ambasciatore Brasiliano, portato a Villete a causa della schizofrenia e delle sue visioni del paradiso.
Di lui Veronika si innamorerà e grazie a lui riscoprirà il sesso, il piacere e l'essere donna.
Grazie agli avvenimenti all'interno della clinica di Villete, Veronika si rende conto dello sbaglio che ha fatto a tentare di togliersi la vita, di quanto sbagliata fosse quella sua insoddisfazione, quando aveva ancora tante cose da fare.
🔹 IN CONCLUSIONE ...
É un libro molto particolare, che va letto con una certa serietà, che appassiona dall'inizio oppure annoia.
La storia non è un argomento facile da trattare: il suicidio, la follia, la normalità; sono tutti argomenti pesanti da affrontare in così poche pagine, ma trattati con una sapienza certosina, quasi quella di chi scrive una biografia.
Ed è proprio il lato biografico del racconto che porta all'apice la bellezza della storia, che la rende verosimile.
In concluione non so dare un voto a questo libro, ma so dirvi che è un libro molto intenso che attraverso la protagonista fa vievere emozioni, sensazioni e riflessioni sul significato della vita, della morte e dell'amore.
Tramite questo libro ho scoperto curiosità, ho collegato fili, mi sono fatta innumerevoli domande, a cui pian piano ho anche dato risposta.
Un libro che è un viaggio dentro la propria persona, tramite i racconti di qualcuno.
Leggetelo!
Coraline



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